La lezione dell'Ibis

Era uno di quei pomeriggi in cui la lontananza dai miei famigliari mi pesava in modo particolare. Giravo per casa, chiedendomi “Come mai sono qui? Qual è lo scopo? Riuscirò mai a stabilire radici, così lontana dalla mia casa d’origine?”. La consapevolezza che io non sono l’unica persona al mondo che vive lontana dai propri famigliari non mi era di nessun aiuto.

Mentre stavamo cenando, all’improvviso abbiamo sentito il campanello suonare.  C’erano due signori al nostro cancello ed uno di loro disse “Buonasera, stiamo cercando un ibis. Lo avete visto per caso?”. Non ero dell’umore giusto a stavo per rispondere qualcosa tipo: ”Certo, è appena passato e la carovana con i cammelli si trova proprio dietro l’angolo”, ma non ho avuto tempo (e meno male!), perché il signore ha alzato la mano indicando il palo vicino a casa nostra e là in cima ho visto un… ibis!

Erano due guardie zoofile che stavano seguendo questo ibis per oltre 200 km perché si era distaccato da uno stormo che migrava da un parco nazionale ad altro.

Nonostante tutti i nostri sforzi, come il cibo buttato per terra, l’ibis non si spostava nemmeno un centimetro. Alla fine i signori si sono arresi e sono andati via e l’ibis è rimasto sul palo. Rimase così fino a notte buia. Lo salutai, augurandogli una buona notte e andai a dormire. La mattina seguente non c’era, allora sono uscita con il cane e …. mi sono trovata l’ibis volare a meno di 5 metri sopra la mia testa! All’epoca avevo una cucciola di pastore tedesco e allora, spaventata lo implorai “No, il cane no, per favore!” e lui si rialzò e si mise seduto su un altro palo della luce.  Poi sparì per tutto il giorno. La sera lo trovai di nuovo vicino a casa nostra.

Già a letto, mi sono connessa con lui, chiedendogli “Ma non ti senti solo, così lontano dalla tua famiglia? Come mai sei venuto proprio da me? C’è qualcosa che vuoi che io capisca?”. E mi sono addormentata.

Non l’ho visto per tutta la mattina seguente, ma uscendo il pomeriggio, l’ho trovato seduto sul nostro recinto! Allora, ho ripetuto la domanda “C’è qualcosa che mi vuoi dire?” e siamo rimasti per un tempo infinito così, lui sul recinto ed io in piedi, ascoltandolo con il cuore. E lo sentii! Mi disse: “Io sono libero di volare dove voglio. E lo sei anche tu. La mia casa è dove decido io e così è la tua!”

Siamo rimasti fermi così per circa 20 minuti, poi si è alzato in volo e da quel momento non l’ho più visto, ma vicino al nostro recinto ho trovato una sua bellissima piuma nera che custodisco con cura tutt’ora.

Grazie, caro amico. Grazie per aver udito le mie domande. Grazie per essere venuto da me, allontanandoti così tanto dal tuo stormo e per la tua pazienza nell’aspettare affinché io comprendessi il tuo messaggio!

Spero tu abbia ritrovato la tua famiglia e che stiate volando liberi e felici.

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